L’autunno e la metafora dei rami secchi

L’autunno e le sue foglie colorate di oro, bronzo e rame, rappresentano per molti non solo la più bella delle stagioni ma anche un nuovo inizio, un momento in cui assieme alle foglie che cadono, si tagliano i rami secchi, si risparmia energia e si rinasce a se stessi.

La natura è una grande metafora della nostra vita.

In questa stagione impariamo dagli alberi il vero significato del cambiamento: la necessità di lasciar andare ciò che non serve più, la vitale concentrazione delle proprie energie che si dirigono verso l’interno, la consapevolezza nell’attesa, nell’osservare ed onorare lo spazio vuoto che abbiamo creato, accogliendo senza aspettative ciò che il mondo porta nella nostra vita.

Tagliare i rami secchi è una necessità

Tagliare i rami secchi costa fatica, ma permette ai germogli di spuntare, proprio accanto alla ferita lasciata da quel taglio; tutta la pianta trae energia e nuovo vigore.

Prova a chiudere gli occhi: immagina di essere un albero e che ciascuno dei tuoi rami corrisponda a una relazione, un’attività, un’abitudine, un tuo modo di pensare o di agire. Forse ti accorgerai che alcuni di questi rami sono morti da tempo, solo che rimangono attaccati a te pur non dandoti più nulla.

Questo rappresenta un notevole dispendio di energia perché comunque richiedono nutrimento, attenzioneperché comunque sono ancora attaccati a te.

Spesso però si rimane attaccati ai rami vecchi, ormai secchi e non ci si rende conto che tagliandoli dareste spazio all’emergere di nuovi talenti, a nuove conoscenze o nuovi lavori più adatti a voi.

Il ramo nuovo non ha posto di crescere se c’è ancora quello vecchio attaccato, e lo stesso vale per le vostre vite.

Finché non si toglie il vecchio, e con vecchio mi riferisco al superfluo, a tutto ciò che non vi da più niente, non può arrivare il nuovo, oppure anche se arriva siete distratti, impegnati nelle vecchie attività e non ve ne accorgervene nemmeno.

Questo non vuol dire “mollare tutto” e cambiare vita o prendere decisioni sull’onda dell’impulsività; significa fermarsi e riconsiderare il proprio modo di vivere fino ad oggi.

Conclusione

Spesso non occorrono cambiamenti epocali, è sufficiente guardare la propria vita, i propri rami e chiedersi “C’è qualcosa che continuo a nutrire e da cui non ricevo alcun nutrimento? C’è qualcosa che tengo in piedi solo per abitudine?”

Non è detto che le risposte arrivino subito ma comunque avrai posto al tuo inconscio un dubbio, avrai aperto una finestra sulla possibilità che le cose possano essere differenti da come lo sono state finora.

Si fa spazio al nuovo, si permette la nascita di rami nuovi ed il fiorire di splendidi fiori.

Tolti i rami secchi si vede di nuovo il cielo.

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Giovanna Visigalli

Giovanna Visigalli

Esperta di Coaching, Meditazione Mindfulness, Abitudini e Crescita Personale. Autrice di e-book, creatrice di training e corsi di formazione online e dal vivo. CEO di Coaching Experience. Specializzata in "cambia-menti" e ottimizzazione delle performances. Il mio lavoro è portare le persone a raggiungere risultati di eccellenza in ambito sportivo, personale e lavorativo.

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